Accordo raggiunto sul Dsa: nuovi strumenti per l’Unione Europea per bacchettare le compagnie Big Tech

Accordo raggiunto sul Dsa: nuovi strumenti per l’Unione Europea per bacchettare le compagnie Big Tech

 

Digital Services Act e Digital Markets Act sono due provvedimenti dell’Unione Europea di cui si parla molto negli ultimi tempi. Dopo lunghe discussioni e trattative a vari livelli nelle istituzioni europee (Parlamento, Commissione e Consiglio d’Europa) si è raggiunto l’accordo politico sul Digital Services Act (Dsa): ad annunciarlo la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un tweet, definendo l’accordo ‘storico‘.

Ciò che è illegale offline lo è anche online

Le ha fatto eco il commissario europeo per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, che ha dichiarato “Con il Dsa è finito il tempo in cui le grandi piattaforme online si comportano come se fossero ‘troppo grandi per preoccuparsene’“.

Una delle frasi della presidente della Commissione Ue che maggiormente ha suscitato scalpore è quella che recita “Ciò che è illegale offline lo è anche online”.

Chi sono i soggetti coinvolti

Nel mirino del nuovo provvedimento ci sono le “piattaforme molto grandi”, quelle con “più di 45 milioni di utenti attivi” in UE. Parliamo di una ventina di aziende, il cui elenco resta da definire ma che sicuramente includerà il quartetto noto con l’acronimo Gafam (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft), spesso al centro di diatribe con la Commissione. Ma probabilmente rientreranno sotto l’influenza del nuovo regolamento piattaforme come Twitter, ma anche eBay, TikTok, Zalando o Booking.

Il nuovo regolamento richiede un approccio più attivo da parte della grandi piattaforme che dovranno valutare essi stessi i rischi associati all’uso dei loro servizi e mettere in atto i mezzi adeguati per rimuovere i contenuti problematici, senza attendere che arrivi qualcuno a ‘tirargli le orecchie’.

Dovranno mantenere maggiore trasparenza sui dati e sugli algoritmi di raccomandazione. Ci sarà un meccanismo di verifica una volta all’anno da parte di organismi indipendenti, sotto la supervisione della Commissione Europea, che potrà infliggere sanzioni fino al 6% dei loro ricavi annuali in caso di infrazioni ripetute.

Ad esempio, il nuovo regolamento prevede l’obbligo di rimuovere “prontamente” eventuali contenuti ritenuti illegali secondo le leggi nazionali ed europee non appena una piattaforma ne venga a conoscenza, costringendo i social network a sospendere gli utenti che pubblicano ripetutamente tali tipi di contenuti.

Non solo, anche le piattaforme di vendita e intermediazione online avranno maggiori obblighi nei confronti dei prodotti venduti soprattutto con attenzione a quelli contraffatti, pericolosi o difettosi, come i giocattoli per bambini che non soddisfano gli standard di sicurezza. Con il provvedimento Dsa i siti di vendita online saranno obbligati a verificare l’identità dei loro fornitori prima di permettere loro di offrire in vendita i loro prodotti.

La guerra delle Fake News

Naturalmente grande attenzione è posta anche al tema della disinformazione e delle fake news.
“Nel contesto dell’aggressione russa in Ucraina e delle particolari conseguenze sulla manipolazione delle informazioni online, è stato introdotto un nuovo articolo al fine di istituire un meccanismo di reazione in caso di crisi”, ha affermato il Consiglio europeo. Il meccanismo, potrà essere attivato con decisione della Commissione e consentirà di adottare misure “proporzionate ed efficaci” nei confronti di piattaforme molto grandi che contribuirebbero alla diffusione di informazioni false, anche semplicemente non prendendo provvedimenti contro di esse e ‘lavandosene le mani’.

 

 

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