Backup 3 2 1: cos’è, come funziona, perché è importante

Backup 3 2 1: cos’è, come funziona, perché è importante

 

Se vi state chiedendo: “Perché mai dovrei preoccuparmi di fare un backup?”, vogliamo invitarvi a ripensare a quella volta, se vi è mai capitato, in cui avete perso dei dati importanti a causa della rottura di un hard disk, di una chiavetta USB o dopo un qualsiasi incidente che vi ha mandato “in pappa” il sistema operativo o tutto il computer. Se siete fra i fortunati a non aver avuto mai un problema di questo tipo, provate a immaginare le conseguenze di un documento di lavoro in consegna che all’improvviso – puf! – sparisce a causa di un guasto. Sono situazioni estremamente spiacevoli, soprattutto se da quei file dipende il vostro prossimo incasso, il superamento di un esame, e così via. Avete avuto i brividi? Non siete gli unici!

Il famoso fotografo Peter Krogh ha detto: “Esistono due tipi di persone: chi ha subito il guasto di un hard disk e chi lo subirà”. E credeteci se vi diciamo che questa è una verità praticamente assoluta.

Lo stesso Krogh è autore dell’articolo Backup Overview sul sito della American Society of Media Photographers, dove presenta una panoramica approfondita del backup, ma soprattutto dove parla della ormai celebre regola dei backup 3 2 1. L’articolo è molto lungo e articolato e, se avete dimestichezza con l’inglese, vi consigliamo di consultarlo, soprattutto se siete dei professionisti e per voi fare il backup dei dati è tanto vitale quanto tenere in ordine la fatturazione e la contabilità. Ma il contenuto è più che valido per qualunque alto utente desideri approfondire le tecniche e l’importanza del fare dei backup regolari dei propri dati.

Un hard disk portatile può essere uno dei supporti di archiviazione da valutare per il backup
hard disk portatile WD

Backup 3 2 1 – Definizione

La regola del backup 3 2 1 è un modo semplice per tenere a mente il modo più sicuro per fare il backup dei propri dati. Tale regola consiste in 3 punti, come esplicitati da Krogh stesso:

  1. Effettuate tre (3) copie di vostri dati più importanti (una copia backup principale e due copie extra di sicurezza)
  2. Tenete i dati su due (2) diversi tipi di supporti multimediali (ad esempio un hard disk e un supporto ottico), al fine di tenerli al sicuro da tipi di pericoli diversi. Una (1) delle copie deve essere conservata offline, idealmente in un altro luogo rispetto al vostro studio o in qualunque posto teniate gli alti due backup.
  3. Non sempre è possibile adottare una strategia di storage 3 2 1. Ad esempio, avere un secondo tipo di dispositivo multimediale potrebbe non essere possibile per chi si trova in una fase in cui i dati sono sottoposti a elaborazione o caricamento. In casi simili, gli utenti potrebbero trovarsi meglio a tenere delle copie esclusivamente su hard disk, ma in ogni caso resta valido il consiglio delle tre copie conservate in luoghi diversi.

Perché la regola del backup 3 2 1 è importante

Per contestualizzare meglio questa regola, immaginiamo questa situazione: il computer con cui lavorate si trova nella stessa stanza in cui tenete tutte le vostre copie di backup. Si rompe un tubo, la stanza si allaga, l’acqua danneggia irreparabilmente tutti i dispositivi elettronici contenuti nella stanza. Oppure subite un’effrazione e i ladri decidono di svuotare tutto l’ufficio, portandosi via computer, hard disk e quant’altro. In un caso così, avreste sicuramente desiderato avere una copia da qualche altra parte.

Certo, nel caso dell’allagamento, se uno dei metodi di backup era un blu-ray, ad esempio, probabilmente si salverà, a differenza, magari dell’hard disk che ha imbarcato acqua e detriti. In quel caso, l’aver usato un supporto diverso potrebbe fare la differenza fra un lavoro andato in fumo e uno recuperato e consegnato senza ritardi.

Sembrano situazioni paradossali, ma può capitare di tutto: un guasto al PC mentre lavorate, oppure lo smarrimento dell’unica chiavetta USB in cui tenevate copia del vostro lavoro (e credeteci se vi diciamo che capita più spesso di quanto uno vorrebbe), insomma se i dati fanno parte di ciò che vi consente di pagare le bollette e arrivare a fine mese, c’è poco di cui scherzare e, sicuramente, non c’è spazio per giocare d’azzardo.

Alcuni supporti utili per il backup 3 2 1

A parte i dati salvati sul vostro PC, sul vostro notebook o MacBook, dovreste creare una copia di backup su un dispositivo come un SSD o hard disk esterno, ad esempio, avendo l’accortezza di conservare tale dispositivo in un altro luogo (a casa, anziché in ufficio, se la vostra azienda ve lo permette, o se avete uno studio separato da casa vostra). Una seconda copia potreste caricarla su un servizio di cloud storage, ce ne sono di vari tipi e fasce di prezzo, nonché alcuni anche gratuiti, a seconda delle vostre esigenze. In questo modo, avrete una copia letteralmente “offsite“, ovvero non nello stesso luogo fisico dove lavorate. In questo modo avrete un backup offline (l’unità di storage fisica) e uno online (lo spazio di archiviazione in cloud), più una terza soluzione che potrebbe essere un blu-ray, un DVD, o magari una scheda microSD. Qualunque siano i supporti che scegliete, ricordate di variarli e di tenerli in ambienti diversi, ma sempre al sicuro.

Un’altra soluzione che potreste considerare è un dispositivo NAS (Network Attached Storage). Si tratta di un vero e proprio computer, con tanto di sistema operativo dedicato, progettato per il salvataggio e la gestione dei file. Ce ne sono per tutte le esigenze e le tasche: da prodotti pensati per gli utenti domestici, fino a soluzioni più orientate verso le aziende, con funzioni di sicurezza avanzate e altri elementi che, ovviamente, vanno a incidere anche sul prezzo. Sull’argomento, vi consigliamo la lettura di queste due guide: Come tenere al sicuro i dati sul NAS e Come fare backup sul NAS facilmente. Con un NAS, avrete uno spazio di backup dedicato e protetto, dato che, a differenza dei servizi cloud in cui i dati potrebbero essere accessibili dai provider, qui il controllo degli accessi è molto più severo e sotto il vostro controllo.

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