Detriti spaziali: il braccio robotico Canadarm2 della ISS è stato colpito di recente

Abbiamo scritto in passato della crescente preoccupazione da parte delle agenzie governative per quanto riguarda i detriti spaziali. Con sempre più lanci e satelliti, soprattutto in orbita bassa (LEO), il rischio sta aumentando. Per questo il monitoraggio si è intensificato e lo farà ancora di più in futuro.

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Secondo gli ultimi dati di Roscosmos, sarebbe 7000 tonnellate la massa dei detriti spaziali attualmente in orbita che potrebbero costituire un problema sia per le missioni senza equipaggio, sia per quelle con astronauti a bordo. La NASA, l’ESA e le principali agenzie spaziali monitorano attentamente quanto avviene nello Spazio vicino alla Terra, ma i frammenti più piccoli sono comunque molto difficili da osservare e tracciare. Un nuovo monito riguardante questo pericolo arriva dall’agenzia spaziale canadese, CSA.

Detriti spaziali: Canadarm2 della ISS colpito da un frammento orbitante

Secondo quanto riportato dall’agenzia spaziale canadese, il braccio robotico Canadarm2 della ISS (Stazione Spaziale Internazionale) è stato colpito nel recente passato da un detrito spaziale di piccole dimensioni che non è stato possibile evitare con le manovre elusive perché non rilevato dai sistemi di tracciamento di terra. La scoperta del danno è avvenuta il 12 Maggio 2021.

NASA e CSA hanno collaborato per cercare di determinare se l’impatto avesse danneggiato in qualche modo il braccio robotico. Attualmente sembra che, nonostante il “foro” presente sulla copertura termica, non ci siano ripercussioni sulle prestazioni complessive permettendo così di non modificare le operazioni programmate.

candarm2

Dimensioni dei detriti spaziali non corrispondenti a quelle reali

Grazie alle analisi funzionali dall’esito positivo, Canadarm2 sta continuando a essere impiegato e, per esempio, ha permesso l’utilizzo di Dextre (Special Purpose Dexterous Manipulator) per la missione di sostituzione di un quadro elettrico difettoso della Stazione Spaziale Internazionale.

La CSA ha scritto nel comunicato che “oltre 23 mila oggetti delle dimensioni di una palla da softball o più grandi vengono tracciati 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per rilevare potenziali collisioni con satelliti e la ISS. […] La minaccia di collisioni è presa molto sul serio. […] La sicurezza degli astronauti a bordo del laboratorio orbitante rimane la massima priorità di tutti i partner della Stazione”.

Le nuove megacostellazioni saranno un’altra delle problematiche da valutare. A complicare il quadro complessivo c’è da considerare che nei prossimi anni ci potrebbero essere ben tre stazioni spaziali abitate (ISS, stazione russa, stazione cinese).

Attualmente i nuovi satelliti dei grandi partner industriali hanno un design tale da ridurre la possibilità che possano restare in orbita e andare ad accrescere il numero di detriti spaziali. Nonostante tutto sarà necessario porre un rimedio (come sistemi di cattura e deorbiting) per ripulire quanto è già attualmente in orbita.

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