La RTX 3060 Ti non ottiene vantaggi concreti dalle GDDR6X

La RTX 3060 Ti non ottiene vantaggi concreti dalle GDDR6X

La GeForce RTX 3060 Ti di Nvidia è una scheda che ha ormai due anni alle spalle, ma che comunque garantisce ancora prestazioni più che adeguate nei moderni titoli tripla A. Lo scorso ottobre l’azienda ha dato una rinfrescata alla GPU equipagginadola con moduli di memoria video GDDR6X, ma stando a un recensore, ciò non sembra influire granché sulle prestazioni.

Il giudizio proviene dalla testata polacca ITHardware, la quale ha eseguito dei test confrontando la scheda con una RTX 3060 Ti GDDR6. Trattandosi di un modello di fascia medio-bassa, il processore grafico GA104 utilizzato è in versione ridotta e include un massimo di 4864 CUDA core. La presenza delle più veloci GDDR6X da 19Gbps garantisce un aumento della larghezza di banda fino a 608,3GBps, ovvero il 36% in più rispetto alla versione originale della GPU. A salire è anche il TDP della scheda, che arriva a 225W contro i 200W del modello GDDR6.

Gigabyte RTX 3060 Ti Gaming OC

Le schede video utilizzate da ITHardware erano dei modelli custom realizzati da KFA2 e ASUS, nello specifico la KFA2 GeForce RTX 3060 Ti GDDR6X 1-Click OC Plus e la Asus TUF Gaming GeForce RTX 3060 Ti OC Edition. Queste due schede differiscono tuttavia per la velocità di clock massima: quella di Asus è in grado di toccare i 1.755 MHz, mentre la KFA 2 si ferma a 1.665 MHz. Nonostante ciò influisca sul risultato finale, la RTX 3060 Ti con le GDDR6X è riuscita a superare il modello con GDDR6 del 4% a 1080p e del 2% a risoluzioni 2K e 4K.

Il confronto includeva anche una terza GPU, ovvero una RTX 3070 dotata dello stesso chip grafico, ma decisamente più potente, con un totale di 5888 CUDA core, che per questo motivo si è dimostrata più veloce della RTX 3060 Ti GDDR6X del 13% a 1080p e del 14% in 2K e 4K. La RTX 3060 Ti con VRAM GDDR6X è attualmente disponibile a prezzi che gravitano intorno ai 430-450€, rispetto i 399€ della versione con GDDR6. Dei soldi che non sembra valere la pena spendere, considerando quanto irrisorio sia l’aumento di prestazioni.

 

 

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