Vimar Tab 5S Up: la mia prima esperienza con un videocitofono smart

Vimar Tab 5S Up: la mia prima esperienza con un videocitofono smart

 

In una casa (la mia) che si riempie ogni giorno di più gadget smart, c’è un solo dispositivo – ma sarebbe più opportuno definirlo “dinosauro” – che è riuscito a scampare (miracolosamente) alla rivoluzione della connettività dilagante: il citofono.

Nessun pregiudizio, intendiamoci. Il motivo per cui fino a ieri non avevo mai considerato l’acquisto di una soluzione intelligente sta solo nella mia condizione di residente condominiale e, dunque, nella necessità di condividere con tutto il vicinato ogni eventuale decisione sulla riqualifica dell’impianto.

A dire il vero si tratta di una limitazione che non è del tutto insormontabile. Guardando meglio fra le ultime soluzioni apparse sul mercato ho scoperto che esistono modelli che possono essere installati senza troppi problemi in un condominio. È il caso di questo Tab 5S Up – il videocitofono intelligente appena presentato da Vimar insieme al termostato connesso – un dispositivo che si distingue in sintesi per tre caratteristiche fondamentali: un design moderno, la connettività WiFi per la gestione remota da smartphone o tablet e – last but not least – la possibilità di essere installato sia in un’abitazione privata, sia in modo indipendente anche in una qualsiasi abitazione condominiale che disponga di un vecchio apparato citofonico Elvox.

Dopo averlo provato per qualche giorno vi racconto le mie impressioni.

BASTANO DUE FILI PER IL COLLEGAMENTO



Il videocitofono Vimar Tab 5S Up si inserisce in una gamma di dispositivi basati sulla tecnologia Due Fili Plus presente su numerosi videocitofoni Elvox installati in condominio, a cominciare dai vecchi e diffusissimi Giotto che campeggiano all’ingresso delle case di molti italiani. Grazie a questa compatibilità, la sostituzione del vecchio per il nuovo fila liscia senza troppi problemi: tutti i collegamenti – alimentazione, dati, audio e video – transitano infatti attraverso un semplice connettore con due fili che può essere passato da un impianto all’altro senza bisogno di disturbare i vicini.

Ci sono solo due aspetti su cui occorre prestare attenzione: la modalità di acquisizione della parte voce/video in strada e l’alimentazione. Nel primo caso vanno considerate le caratteristiche della targa presente all’ingresso condominiale: chi parte da un impianto citofonico dotato di videocamera in bianco e nero e/o in bassa risoluzione, ad esempio, manterrà il vecchio status quo, senza sfruttare appieno le potenzialità del Tab 5S Up (a meno che, ovviamente, non decida di cambiare la targa di comune accordo con gli altri condomini).

Altro prerequisito da considerare è quello dell’alimentazione. Ogni impianto videocitofonico condominiale viene infatti alimentato da una linea interna che viene condivisa fra tutte le unità abitative. Al momento dell’installazione l’elettricista dovrà dunque valutare se questa tensione è sufficiente o se invece è necessario tirare un filo dall’interno e installare un modulo di alimentazione supplementare.

Per il resto è tutto molto semplice. La sostituzione del vecchio citofono con il nuovo si sbriga in meno di 5 minuti. Dopo di che bisognerà solo configurarlo con il numero di chiamata abbinato alla targa, collegarlo al WiFi di casa e scaricare l’applicazione Video Door di Vimar, la “porta” virtuale per rispondere al citofono e sbloccare l’ingresso in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo.

PERCHE’ CONNESSO MEGLIO



Completata l’installazione, siamo pronti a “giocare” con il nuovo videocitofono di Vimar e a rispondere alla fatidica domanda che è naturale porsi ogni qual volta si passa da una soluzione tradizionale a una intelligente. Ovvero: cosa cambia in concreto? Detta in altre parole: che senso ha dotarsi di un videocitofono connesso?

Sul piano stilistico non c’è ovviamente gara. Che il Tab 5S sia più bello a vedersi del mio vecchio Elvox (ma anche della maggior parte delle soluzioni presenti nelle case degli italiani) è abbastanza evidente, non serve essere un designer per capirlo. La struttura a semi incasso molto sottile, il display touch a colori (risoluzione di 800 x 480 pixel), i pulsanti touch capacitivi e retroilluminati e l’interfaccia intuitiva fanno di questo Vimar Tab 5S Up un prodotto molto gradevole a livello di arredo.

I cinque pollici di diagonale sono un buon compromesso a livello di spazi ma, volendo, è possibile scegliere altre varianti con display più o meno grandi come Tab 7, Tab 7S, Tab 4,3’’ e Tab Free, anche se non tutte presentano la connettività Wi-Fi e le opzioni extra che ne conseguono.

Al di là dell’estetica, le motivazioni che dovrebbero portare a considerare un dispositivo come questo sono però altre. La comodità, in primo luogo. Bastano due tap sul cellulare per rispondere al citofono e aprire il cancello senza bisogno di alzarsi e andare fisicamente sul ricevitore. Un benefit che non va inteso come un mero inno alla pigrizia, bensì come un modo più pratico per reagire alle chiamate quando ci si trova altrove, magari in altre stanze.

Comandi vocali? Ad oggi si può “dialogare” con il Tab 5S Up solo attraverso un iPhone (via Siri) per aprire il portone o guardare in strada. In questo senso l’auspicio è che Vimar possa allargare presto la compatibilità dell’applicazione con tutti gli assistenti virtuali, e in particolare con Alexa e Google Assistant, qualcosa che abbiamo già visto fare all’interno di Vimar View, l’ecosistema che presiede a tutta una serie di funzionalità intelligenti legate a punti luce, prese comandate, tapparelle elettriche e termostati connessi comandabili anche con la voce.

I VANTAGGI NELLA CORRISPONDENZA REMOTA



Ma il vantaggio principale sta ovviamente nella gestione della corrispondenza e, più in generale, nell’interazione fuori dalle mura domestiche.

Dove abito io non c’è la portineria e ricevere un pacco è un lavoro su appuntamento: devo sempre contare sulle mie (scarse) finestre di permanenza in casa e concordare le consegne con il corriere. Con un videocitofono connesso la solfa cambia. Posso rispondere al corriere in qualsiasi momento, anche quando sono a lavoro, e farmi lasciare il pacco nell’androne o sul pianerottolo.

Stessa cosa anche quando si tratta di ricevere i responsabili della manutenzione del palazzo: come consigliere di condominio posso parlare da remoto (leggasi da cellulare) l’elettricista, l’idraulico, la disinfestazione o il responsabile della manutenzione degli ascensori e farli eventualmente accedere alle parti comuni, o – se sono impegnato in una riunione o in un video – far rispondere uno dei miei familiari grazie all’inoltro di chiamata. Il Tab 5S Up, per la precisione, supporta l’inoltro fino a dieci contatti registrati.

Il plus di un videocitofono connesso come il Tab 5S sta anche nell’interconnessione fra più apparati, opzioni utile per chi ha una seconda casa o magari ha installato lo stesso impianto in ufficio. Tramite l’applicazione è possibile gestire fino a cinque impianti videocitofonici simultaneamente e condividerli con dieci utenti diversi.

Chi fosse dotato di più unità può anche comunicare da un’abitazione all’altra utilizzando la soluzione Vimar come un interfono per effettuare chiamate (solo vocali) fra i dispositivi associati, che siano altri videocitofoni o smartphone. Il controllo remoto consente inoltre di abbinare anche altri dispositivi, come cancelli e porte d’entrata, illuminazione, o sistemi di irrigazione intelligenti, oltre a poter monitorare eventuali videocamere di sorveglianza associate al medesimo impianto.

PREZZO E CONCLUSIONI



Per chi vive in un’abitazione privata o in un condominio dotato di impianto Elvox, Vimar Tab 5S Up è una soluzione molto pratica che amplia – e di parecchio – le facoltà del citofono. L’acquisto è sensato soprattutto per chi non ha una portineria e ha necessità di gestire molta corrispondenza o numerose visite di amici, parenti, clienti fuori dagli orari dei pasti. In questo caso si può fare tutto da applicazione mobile (Video Door) o inoltrare la chiamata fino a 10 contatti “fidati”.

Il prezzo di listino è di 390 euro + IVA, a cui bisogna aggiungere il costo dell’installazione. Volendo si può acquistare opzionalmente un base da tavolo (110,84 euro IVA esclusa), il supporto per l’installazione a semincasso (20 euro IVA esclusa) nonché una targa esterna di ultima generazione – come la Serie 1300 o la Serie Pixel – ma in quest’ultimo caso occorre il placet dell’intero condominio.

Va detto che l’installazione e la sostituzione dei videocitofoni è un intervento di manutenzione straordinaria che – insieme ai sistemi antifurto, alla videosorveglianza a circuito chiuso (TVCC) e ai dispositivi per la protezione da allagamenti, fughe di gas, e incendi – rientra nel Bonus Sicurezza per le ristrutturazioni edilizie 2021 per le quali è prevista una detrazione fiscale del 50% sulla spesa complessiva sostenuta. Nello specifico, il bonus può essere usufruito sia dal condominio che del proprietario dell’immobile, e comprende, tra le spese agevolabili, quelle per l’esecuzione dei lavori, i costi di progettazione e delle prestazioni professionali connesse, le spese per la messa a norma degli impianti elettrici, l’acquisto dei materiali, il compenso per la certificazione di conformità dei lavori, nonché le eventuali perizie e i sopralluoghi.

Articolo in collaborazione con Vimar

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